Informazioni utili

Informazioni utili

La miopia è un difetto di refrazione oculare nel quale gli oggetti vicini appaiono più nitidi di quelli lontani.
E’ rarissima una presenza di questo difetto al momento della nascita; di solito esso si manifesta nell’età dello sviluppo, e in seguito può progredire seguendo l’evoluzione corporea. Con la comparsa della miopia, si verifica un allungamento del bulbo oculare che causa la proiezione delle immagini provenienti dall’infinito non più sul fondo oculare (retina) ma prima.
Recenti studi hanno dimostrato che la miopia può essere una risposta del nostro organismo contro lo stress provocato da un prolungato uso dei nostri occhi per vicino, dovuto al bisogno di una maggiore necessità culturale dei nostri tempi rispetto a quelli passati.
Infatti possiamo notare che chi utilizza molto la visione per vicino (come gli studenti o chi usa molto il computer) ha sicuramente più possibilità di essere miope rispetto a chi, al contrario, ne utilizza meno.
Il segno più evidente della miopia è la tendenza a socchiudere le palpebre, l’avvicinarsi al televisore o al testo di lettura, difficoltà nel vedere la lavagna per i ragazzi in età scolastica. Perciò in presenza di uno di questi sintomi è consigliabile una misurazione della vista.
La correzione della miopia può avvenire sia tramite occhiali sia con lenti a contatto.

L’ipermetropia è un difetto di refrazione oculare nel quale la messa a fuoco degli oggetti lontani, avviene su di un piano situato posteriormente la retina (la parte del bulbo oculare in cui si deve formare l’immagine in modo che possa trasmetterla al cervello in sincronia con l’altro occhio). Il soggetto ipermetrope vede quindi un immagine sfuocata dell’oggetto osservato.
Quando sulla retina si forma un’immagine sfuocata, il cervello mette in funzione un apparato situato nell’interno del bulbo oculare (sistema di messa a fuoco o accomodazione) atto a rendere più nitido l’oggetto da lontano e, con uno sforzo ancora maggiore, quello da vicino.
Per questo motivo il soggetto ipermetrope di lieve entità non lamenta problemi per lontano, ma invece accusa affaticamento, mal di testa e visione sfuocata dopo un certo tempo dedicato alla distanza ravvicinata.
L’ipermetropia più elevata da invece dei problemi di visione e d’affaticamento sia da lontano sia da vicino.
I disturbi sono relativi all’età della persona e aumentano con il progredire degli anni.
I bambini e gli adolescenti di solito non accusano disturbi, anche in presenza di forte ipermetropia, ma si deve prestare attenzione al loro comportamento: molte volte la poca concentrazione nello studio, un cattivo rendimento scolastico, sono scambiate per svogliatezza del ragazzo e invece sono problemi inerenti all’ipermetropia, alla poca capacità di messa a fuoco ed alla presenza di scompensi di fusione binoculare (in altre parole la capacità di vedere le immagini con entrambi gli occhi nello stesso momento, e di permettere così al cervello di fonderle in una con l’effetto tridimensionale).
La correzione di questo difetto può avvenire tramite occhiali e lenti a contatto.

Prima di descrivere la presbiopia è bene spiegare il funzionamento dell’occhio.
L’occhio si é sempre descritto come una macchina fotografica, e anche se il paragone non è proprio perfetto, questa definizione ci può far comodo.
Come tutti sanno, quando si scattano le fotografie da lontano è necessario regolare la messa a fuoco della macchina con la distanza del soggetto da fotografare e si deve correggere quando intendiamo riprendere un altro soggetto più vicino rispetto al primo.
Nell’occhio quest’operazione di focalizzazione la esegue automaticamente un apparato chiamato: “Sistema accomodativo o di messa a fuoco”.

L’occhio comincia a perdere il suo naturale potere di messa a fuoco a 10 anni di età ed il processo continua per tutta la vita.Tuttavia in condizioni normali, un soggetto inizia a riscontrare difficoltà nella messa a fuoco per vicino, all’incirca a 40 anni di età.
La presbiopia si manifesta in tutti gli occhi. Essa è parte del normale processo di invecchiamento e non deve essere confusa ne interpretata come “malattia”.
Nel momento in cui essa si manifesta, sembra intervenire all’improvviso.
In realtà le cose non stanno in questi termini perché come abbiamo detto prima, il processo di invecchiamento comincia a 10 anni, ma quando raggiunge il punto critico, la perdita della capacità di messa a fuoco è più rimarchevole e sono quindi necessari gli occhiali per aiutare gli occhi a lavorare con facilità.
Come abbiamo detto in precedenza, l’occhio perde la sua capacità naturale di messa a fuoco alle varie distanze, è quindi necessario dare una correzione diversa a seconda della distanza a cui il soggetto deve lavorare o leggere. In alcuni casi purtroppo si deve fare uso di più occhiali oppure adoperare un occhiale multifocale.
La possibilità che il potere delle lenti per correggere la presbiopia sia uguale in ambo gli occhi è molto remota e la distanza interpupillare tra i due occhi è individuale, quindi è preferibile non acquistare degli occhiali già premontati perché tra quelli in commercio le lenti sono sempre uguali fra di loro e le distanze interpupillari fisse.
L’occhiale deve sempre essere costruito con le caratteristiche tipiche e individuali di ogni soggetto.

è un difetto un po’ complicato e non si può spiegare in modo semplice.
Tuttavia il termine stesso contiene in se una spiegazione.
La lettera “A” significa “senza” e la parola “stigma” significa “punto”. In altre parole la messa a fuoco non si forma solo su un punto, come ad esempio nella miopia (davanti alla retina ) o nell’ipermetropia (dopo la retina), ma entro un intervallo di punti più o meno esteso e, per questa ragione, la visione risulta sfocata.
Questo fenomeno é determinato dalla non sfericità della cornea (la lamina trasparente che ricopre la parte colorata dell’occhio “iride”) o del cristallino (la lente interna dell’occhio).
In pratica l’immagine che il soggetto astigmatico vede è come quella che si forma su uno specchio deformante (se di grado elevato) o una sensazione di disagio visivo, come, ad esempio; fatica oculare, bruciore degli occhi, senso di pesantezza, mal di testa.
L’astigmatismo può essere miopico ( se quell’intervallo di punti di cui sopra si forma prima della retina), ipermetropico ( se lo stesso intervallo si forma dopo la retina ), o anche misto, in altri termini miopico e ipermetropico ( se l’intervallo di punti è a cavallo della retina)
Le cause dell’astigmatismo possono essere congenite, ma anche una possibile reazione di adattamento dell’organismo all’esigenze del proprio ambiente ( Come nella miopia, può essere una reazione allo stress).
La compensazione dell’astigmatismo può avvenire sia con lenti da occhiale di speciale costruzione, sia con lenti a contatto.
L’astigmatico che correggerà il suo difetto con gli occhiali ( specialmente se è la prima volta) potrà vedere gli oggetti e lo spazio distorti o inclinati o provare la sensazione di una variazione della sua altezza. Questo effetto però scomparirà una volta abituato ai suoi occhiali. Le lenti a contatto invece non alterano la percezione spaziale.